Le opportunità del coaching e la possibilità di una nuova prospettiva

Esiste sicuramente la tendenza ad andare verso quello che è definito training esperienziale.

È importante trasmettere messaggi in relazione ai comportamenti delle persone.
È molto più semplice e immediato far provare delle emozioni a qualcuno, facendolo poi riflettere in merito.

Non guardo al coaching come a un percorso formativo.
Si tratta di uno sviluppo personale, che può essere svolto a livello individuale o di team.

Se la formazione trasmette un messaggio in relazione a un argomento, il coaching può essere definito un accompagnamento, teso a far vivere quello che c’è, a far riflettere e ragionare l’individuo su cosa può esser fatto successivamente.

Come se fosse un allenatore vero e proprio. Partendo dal ‘qui e ora’ per vedere gli obiettivi che si possono raggiungere. Un pò come l’allenatore sportivo.

Il coaching in azienda è finalizzato a uno scopo preciso: la leadership, la gestione dei collaboratori, del tempo, dello stress, della crisi. Il manager si confronta con il coach su questi argomenti.

Si lavora sul tema, sull’attitudine, sul comportamento e sulla challenge.
Il coaching non cambia nessuno. Fa intravedere un focus differente.

Quando si scorge una prospettiva diversa, si può decidere se adottare un approccio nuovo.
Elemento imprescindibile, quindi, è la volontarietà.

Il coach non lavora sul problema, ma sul ‘muscolo’ della persona.
Lo scopo dell’azienda è aumentare le performance, che si manifestano in risultati concreti e derivano da una serie di comportamenti e attitudini, patrimonio della propria identità.
Quando il coach lavora, l’obiettivo deve essere condiviso con l’azienda e il coachee.

Se gli obiettivi dell’azienda non coincidono con quelli della persona, è etica del coach parlare con entrambi gli interlocutori. Noto una crescita della domanda in questo momento di crisi e cambiamento.

Il coaching, infatti, assume adesso una valenza strategica. È spesso individuale.

Si rivolge a gruppi quando si tratta di coaching per team di marketing, ad esempio. Del team coaching, in effetti, credo si sappia ancora poco.
Si fa ancora confusione, ad esempio, con il team building, la costruzione del team. Al contrario, il team coaching presuppone che il gruppo ci sia già e che su questo si debba lavorare.

La leadership è il tema più richiesto e diffuso assieme alla gestione del cambiamento in merito a ruoli, strategie, attività.

I manager devono essere in grado di muoversi in una situazione di mercato destabilizzante. È particolarmente richiesta anche la gestione delle risorse.

Se prima la differenza era costituita dalla qualità del prodotto, adesso il valore aggiunto è dettato dalla qualità dei singoli.
Tutto si gioca sul servizio svolto dalle persone, che vanno motivate.

Per me il coaching è un potenziometro, uno strumento di sviluppo che innesca reazioni a catena.
I capi, in fondo, sono modelli a cui si guarda e che a volte si decide di imitare.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *


*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>